Informazioni su questo esperimento
Quando la luce colpisce un metallo pulito, può espellere elettroni dalla sua superficie. La sorpresa, spiegata da Einstein nel 1905, è che a determinare se questo accade è il colore della luce, non la sua luminosità. La luce arriva in pacchetti chiamati fotoni, ciascuno con energia hf. Un fotone può liberare un elettrone solo se la sua energia è maggiore del lavoro di estrazione del metallo; l’energia rimanente diventa energia cinetica dell’elettrone. Cambia la lunghezza d’onda, la luminosità, il metallo e la tensione, e misura la tensione di arresto per ricavare da solo la costante di Planck.
Obiettivi di apprendimento
- Descrivi l’effetto fotoelettrico e il concetto di frequenza di soglia.
- Usa E = hf per determinare l’energia di un fotone a partire dalla sua frequenza o lunghezza d’onda.
- Applica l’equazione fotoelettrica K_max = hf - φ.
- Spiega perché la tensione di arresto dipende dalla frequenza ma non dall’intensità.
- Spiega perché l’effetto fotoelettrico conferma il modello corpuscolare della luce.
Come si usa
- 1Osserva gli elettroni con sodio e luce a 400 nm. Ora aumenta lentamente la lunghezza d’onda. A quale lunghezza d’onda smettono di essere emessi?
- 2Imposta una lunghezza d’onda che liberi elettroni e modifica l’intensità. Che cosa cambia: il numero di elettroni, la loro velocità o entrambi?
- 3Rendi la tensione del collettore sempre più negativa finché la corrente non raggiunge appena lo zero. Confronta questa tensione di arresto con l’energia cinetica massima.
- 4Misura la tensione di arresto a 250, 300, 350 e 400 nm. Rappresentala in funzione della frequenza e determina la pendenza.
- 5Passa a «Energia e frequenza». Perché tutte le rette hanno la stessa pendenza?
- 6Prova lo zinco con la luce visibile e poi con quella ultravioletta. Quali metalli funzionerebbero in un esposimetro per la luce visibile?
Il modello
Ipotesi
- Ogni fotone libera al massimo un elettrone e una piccola frazione fissa dei fotoni al di sopra della soglia libera un elettrone, quindi la corrente di saturazione è proporzionale all’intensità.
- Gli elettroni liberati hanno energie cinetiche distribuite uniformemente tra zero e K_max, quindi la corrente diminuisce in modo lineare all’aumentare della tensione di arresto.
- Entrambe le piastre sono nel vuoto. Si trascurano il potenziale di contatto tra i due metalli e qualsiasi corrente a tensioni positive superiori alla saturazione.
- Le funzioni lavoro sono valori tipici per superfici pulite; le superfici reali variano di alcuni decimi di elettronvolt.
Provalo in classe
- Q1Perché una lampada rossa molto luminosa non libera elettroni dallo zinco, mentre una debole lampada ultravioletta sì?
- Q2Una luce di lunghezza d’onda di 300 nm incide sul calcio (φ = 2,87 eV). Qual è la tensione di arresto?
- Q3Se l’intensità raddoppia, che cosa succede alla corrente di saturazione e alla tensione di arresto?
- Q4Perché gli elettroni non hanno tutti la stessa energia cinetica, anche quando la luce ha una sola lunghezza d’onda?
- Q5Il modello ondulatorio prevede che la luce debole impieghi del tempo per accumulare energia sufficiente a liberare un elettrone. Perché non si osserva un simile ritardo?
Domande frequenti
Che cos’è il lavoro di estrazione?
È l’energia minima necessaria per estrarre un elettrone dalla superficie di un metallo. Gli elettroni che si trovano più in profondità nel metallo necessitano di più energia; per questo gli elettroni liberati presentano una gamma di energie cinetiche fino a K_max.
Come posso determinare la costante di Planck con questo esperimento?
Misura la tensione di arresto per diverse lunghezze d’onda, converti le lunghezze d’onda in frequenze e traccia eV in funzione di f. La pendenza della retta è h, circa 4,14 × 10⁻¹⁵ eV s o 6,63 × 10⁻³⁴ J s.
Perché la corrente è la stessa per tutte le tensioni positive?
Quando il collettore diventa positivo, tutti gli elettroni liberati lo raggiungono, quindi la corrente è limitata dal numero di elettroni liberati ogni secondo. Questo numero dipende dall’intensità della luce, non dalla tensione.
